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Catalogo

Complete Organ Works Vol.1 - Six Organ Sonatas Op. 65

Artista
Luca Benedicti, organo
Compositore
Felix Mendelssohn (1809-1847)
Organo
Vincenzo Mascioni (1910)
Luogo
Cattedrale di Sant'Eusebio, Vercelli, Italia

Informazioni sull'album

Le Sei Sonate per organo op. 65 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, scritte su commissione degli editori londinesi Coventry e Hollier, rappresentano la sintesi della piena maturità artistica e creativa del musicista. La passione per questo strumento si rivela già nel giovanissimo autore che, non ancora dodicenne, scrisse i Sei piccoli pezzi. La sua straordinaria capacità di comporre brani per organo fu non solo il frutto del costante interesse nutrito per questo strumento, ma la conseguenza di anni di frequentazione di prestigiosi maestri (studiò infatti armonia e contrappunto con Karl Friedrich Zelter mentre con August Wilhelm Bach, organista della Marienkirche a Berlino, acquisì una solida padronanza dello strumento) e dell’approfondita conoscenza dell’opera bachiana alla cui riscoperta, com’è ben noto, Mendelssohn diede un forte e determinante impulso. Conosciuto e apprezzato sia nell’interpretazione che nell’arte dell’improvvisazione, fu invitato, non ancora adolescente, ad esibirsi in Germania in diversi concerti, tra i quali ricordiamo quelli di Weimar nel 1821 e nella Cattedrale di Berna l’anno successivo. L’esperienza acquisita in questo periodo fu determinante nel momento in cui, tra l’estate del 1844 e il gennaio del 1845, Mendelssohn si accinse ad affrontare la composizione delle Sei Sonate. In esse, infatti, si possono ravvisare generi diversi come il tema e variazioni o l’aria col da capo e l’utilizzo di svariate tecniche compositive nel trattamento dei singoli movimenti. Se si può fondatamente considerare la Quarta Sonata come la prima Sinfonia per organo del diciannovesimo secolo, con la Sesta Sonata Mendelssohn inaugura una forma musicale che si può ravvisare a tutti gli effetti nella sonata ciclica. Il tema del Corale“Vater unser im Himmelreich” diventa spunto e pretesto non solo per l’elaborazione delle prime quattro variazioni, ma anche degli ultimi due movimenti (il soggetto della fuga e dell’Andante finale si basano essenzialmente sullo stesso tema del Corale), trasformandoli di fatto nella quinta e sesta variazione. Il ricorso ad una formidabile tecnica contrappuntistica è evidente fin dall’Allegro moderato e serioso della Prima Sonata in fa minore, dove il soggetto del fugato viene magistralmente elaborato, interrotto soltanto in alcuni punti dall’armonizzazione del Corale “Was mein Gott will, das g’scheh allzeit”. La tecnica contrappuntistica torna a rimarcare le grandi doti del compositore tedesco nell’elaborazione della doppia fuga della Terza Sonata nella quale compare, enunciato al pedale, il Corale “Aus tiefer Not schrei’ ich zu dir”. La concezione di un organo con maggiori disponibilità timbriche ed espressive si riconosce nell’uso di contrasti sonori anche violenti, come nell’Andante recitativo del terzo movimento della Prima Sonata o nella grandiosa apertura della Terza Sonata, dove alle grandi masse accordali della prima tastiera si alterna un tema semplice, ma ben declamato sulla seconda. Anche il disegno a crome puntate che caratterizza il Pedale dell’ Andante con moto della Quinta Sonata esprime efficacemente il tipico procedimento del pizzicato degli archi. La tecnica affidata alle note del pedale si rivela quanto mai innovativa per l’epoca. Mendelssohn infatti la utilizza nelle sue Sonate con grande disinvoltura affidando al pedale passaggi impegnativi, fornendo così un notevole impulso alla costruzione di organi con pedaliera più estesa e con un maggior numero di registri ad essa dedicati rispetto agli strumenti esistenti nell’Inghilterra del primo Ottocento.

Altre notizie su questo CD
Registrato il 26 e 27 febbraio 2018 nella Cattedrale di Sant'Eusebio a Vercelli, Italia
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Organ Concertos Op. 4

Compositore
George Friedrich Händel (1685-1759)
Organo
Mascioni Op. 570 (1942)
Luogo
Chiesa di San Francesco, Moncalvo (AT) Italia

Informazioni sull'album

«Si può dire che Händel, nello specifico, non sia facilmente superato da nessuno nella sua bravura all’organo, se non forse da Bach di Lipsia». Con questo giudizio molto lusinghiero del 1739 Johann Mattheson, compositore e teorico tedesco di grande fama nel XVIII secolo, ci permette di scoprire un lato quasi sconosciuto della produzione del grande compositore di Halle, oggi conosciuto soprattutto per le sue opere e i suoi oratori. Fu proprio in funzione dei suoi oratori che Händel scrisse tra il 1735 e il 1736 i sei Concerti per organo, archi e basso continuo op. 4, che eseguì lui stesso tra un atto e l’altro dei suoi monumentali capolavori sacri. In ogni caso, non si tratta affatto di semplici opere d’occasione, concepite per intrattenere piacevolmente il pubblico in attesa della ripresa del “vero spettacolo”, ma di lavori di notevole spessore artistico, nei quali il compositore alternò sapientemente passaggi dai toni brillantemente virtuosistici a movimenti dalla distesa cantabilità. Queste sei bellissime opere vengono proposte in questo disco nella scintillante trascrizione per organo solo realizzata da Massimo Gabba, che le esegue con la maestria di cui ha dato prova nei dischi che ha realizzato in precedenza per la Elegia Classics.

Altre notizie su questo CD
Registrato il mese di novembre 2018 nella chiesa di San Francesco d’Assisi, Moncalvo (AT), Italia
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene la biografia  dell'artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Seicento - Italian Early baroque music

Artisti
Accademia del Ricercare, Pietro Busca, direttore
Lorenzo Cavasanti, Manuel Staropoli, flauti,
Antonio Fantinuoli, violoncello Ugo Nastrucci, tiorba e chitarra 
Claudia Ferrero, clavicembalo
 
Compositori
Francesco Turini (1589 circa–1656) 
Giovanni P. Cima (1570 circa–1622) 
Dario Castello (1602–1631)
Antonio Caldara (1670–1736)
Luogo
Basilica di Sant’Apollinare (Roma), Italia

Informazioni sull'album

Nel corso del XVII secolo in Italia si sviluppò il genere della sonata strumentale, un percorso artistico che coinvolse un gran numero di città e di compositori noti e meno noti, partendo dalle Sonate concertate in stil moderno del veneziano Dario Castello – un compositore tuttora avvolto in un’aura di fascinoso mistero – per arrivare allo stile levigato e tecnicamente ineccepibile di Arcangelo Corelli, l’autore di Fusignano trapiantato felicemente a Roma, che fece scuola a tutta l’Europa. Questo disco tratteggia un incantevole affresco di questa gloriosa tradizione musicale con una sorta di “percorso circolare”, che prende le mosse da Castello, Francesco Turini – compositore nativo di Praga e attivo per molti anni a Brescia – e il milanese Francesco Paolo Cima, per spingersi ad Antonio Caldara, autore veneziano contemporaneo di Vivaldi, e tornare infine ai tre precursori, una scelta che vuole sottolineare la coerenza con cui si sviluppò il genere della sonata. Un nuovo disco di grande interesse dell’Accademia del Ricercare, che dopo il bellissimo CD dedicato alla produzione cameristica di Georg Philipp Telemann, celebra il Seicento musicale del nostro paese, in attesa di un nuovo straordinario disco di imminente uscita dedicato alla musica ai tempi di Leonardo da Vinci, genio di cui nel 2019 si celebra il quinto centenario della scomparsa. Una nuova imperdibile proposta di Elegia Classics. Stay tuned! 

Altre notizie su questo CD
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Registrato nella chiesa di San Raffaele Arcangelo, San Raffaele Cimena (TO), Italia, il 9 e 10 marzo 2018
Contiene la biografia degli artisti.
Include un commento musicologico

Toccate e variazioni sulla follia

Compositore
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Organo
Antonino La Valle (1630 ca.)
Luogo
Chiusa Sclafani (PA), Italia

Informazioni sull'album

Nella vastissima produzione di Alessandro Scarlatti, le opere per strumento a tastiera costituiscono una parte molto limitata sotto il profilo quantitativo, ma sotto l’aspetto stilistico presentano numerosi motivi di interesse. Come si può notare anche nelle opere più famose, come gli oratori e le cantate, il grande maestro palermitano seppe infatti creare una scrittura di straordinaria originalità, che fonde genialmente alcuni elementi della tradizione secentesca con una serie di spunti di grande modernità, che nel loro insieme si traducono in un ascolto di straordinaria piacevolezza, come si può notare per esempio nella celebre Toccata e Partite sulla Follia di Spagna, tema che venne messo in musica tra gli altri anche da Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi. Oltre a questo brano, il programma di questo disco comprende una serie di pagine inedite tratte da manoscritti conservati presso la Biblioteca del Conservatorio di Santa Pietro a Majella di Napoli e nel Fondo Foà-Giordano di Torino. Realizzato nell’ambito delle celebrazioni per Palermo Capitale Italiana della Cultura, questo disco vede protagonista un ispirato Diego Cannizzaro, alla tastiera dello splendido organo della Chiesa di San Sebastiano di Sclafani (Palermo), costruito intorno al 1630 da Antonino La Valle. (Diego Cannizzaro)

Altre notizie su questo CD
Registrato a settembre del 2018 nella Chiesa San Sebastiano, Chiusa Sclafani, Palermo, Italia
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Giuseppe Tartini & amici, maestri, rivali

Artisti
L'Arte dell'Arco 
Federico Guglielmo, violino
Francesco Galligioni, violoncello
Diego Cantalupi, tiorba
Roberto Loreggian, cembalo
Compositori
Giuseppe Tartini (1692-1770) 
Arcangelo Corelli (1653-1713) 
Antonio Vandini (1690-1778) 
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Francesco M.Veracini (1690-1768) 
Luogo
Basilica di Sant’Apollinare (Roma), Italia

Informazioni sull'album

Questo disco rappresenta il primo titolo della collaborazione tra l’etichetta Elegia e il Roma Festival Barocco, una delle più prestigiose rassegne italiane dedicate al repertorio preromantico, giunta nel 2018 all’undicesima edizione. Con la sua raffinata veste grafica e la coinvolgente energia che solo un’esecuzione dal vivo può trasmettere, questa serie consentirà agli appassionati di tutto il mondo di vivere l’emozione di un concerto di alto profilo tenuto nelle meravigliose chiese storiche della Città Eterna, le stesse dove si sono esibiti secoli fa autori del calibro di Palestrina, Corelli e Scarlatti. Registrato il 15 dicembre del 2017 nella Basilica di Sant’Apollinare, questo disco vede protagonista Federico Guglielmo e il suo ensemble di strumenti originali L’Arte dell’Arco, in un programma imperniato sulla figura di Giuseppe Tartini, il grande virtuoso piranese di cui Guglielmo è considerato tra i più grandi specialisti a livello mondiale. In particolare, il disco delinea un affascinante spaccato del mondo di Tartini, individuandone gli amici, i maestri e i rivali in compositori notissimi come Corelli, Vivaldi e Veracini e in figure pressoché dimenticate come il bolognese Antonio Vandini. Un ascolto di travolgente virtuosismo e di grande vitalità.

Altre notizie su questo CD
Registrato dal vivo il 15 dicembre 2017 nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma, Italia
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene la biografia degli artisti
Include un commento musicologico.

Noëls de Provence

Artisti
Jean Christophe Maillard musette baroque,
François Dujardin galoubet, tambourin,
Silvano Rodi orgue
Organi
Alessandro Collino (1859, op. 175), Gioacchino Concone (1790-'91), Lingiardi (1874) - Bonizzi (1998).
Luogo
Fenestrelle, Bussoleno, Imperia-Oneglia. Italia

Informazioni sull'album

Non è facile realizzare un disco natalizio davvero originale, che sappia distinguersi dalle innumerevoli compilation di classici, senza per questo arrivare all’estremo opposto in un repertorio iperspecialistico, riservato a pochi eletti conoscitori. Il Natale è la festa più dolce dell’anno, quella che riunisce le famiglie lontane e che sa colpire con la sua fresca gioiosità anche le persone più semplici. Tenuto conto di queste considerazioni, Elegia Classics presenta in questo disco di toccante spontaneità una scintillante antologia di brani della tradizione provenzale, un repertorio che affonda le sue origini in tempi remotissimi e che nel corso del XVIII secolo venne nobilitato in veste “colta” da un gruppo di compositori oggi in gran parte caduti nell’oblio come Jean-Jacques Beauvarlet Charpentier, Micolau Saboly, Michel Corrette, Louis Archimbaud ed Etienne-Paul Charbonnier. Questi brani intrisi di una toccante delicatezza ci vengono proposti nell’interpretazione di Stefano Rodi (organo), Jean-Christophe Maillard (musetta barocca) e François Dujardin (galoubet, fifre e tambourin). Per un Natale davvero diverso da tutti gli altri.

Altre notizie su questo CD
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene la biografia dell'artista
Include un commento musicologico.

Complete Italian Organ Concertos Vol.1

Compositore
Johann Sebastian Bach (1865-1750)
Organo
Dell’Orto e Lanzini (2007)
Luogo
Chiesa di M. Assunta, Vigliano Biellese, Italia

Informazioni sull'album

Nel corso della sua giovinezza, Johann Sebastian Bach studiò con passione le opere dei grandi compositori italiani, che all’epoca rappresentavano modelli ineludibili di stile sia per la perfezione della loro architettura armonica sia per la brillante vitalità della loro vena melodica. Per impadronirsi dei segreti dello stile italiano, il giovane compositore realizzò una serie di trascrizioni per organo di opere orchestrali, nelle quali è possibile vedere la mano del futuro genio. Il programma di questo disco comprende cinque opere basate su celebri concerti vivaldiani (quattro tratti dall’Estro armonico op. 3 e uno dalla Stravaganza op. 4) e la trascrizione di un brano di Alessandro Marcello, autore oggi quasi dimenticato ma all’epoca di Bach apprezzatissimo, come suo fratello minore Benedetto. Queste opere ci vengono proposte nella magnifica interpretazione di Luca Scandali, organista di grande talento, che per la Elegia ha già realizzato diversi dischi di grande interesse, tra i quali spiccano i due volumi delle sinfonie di Padre Davide da Bergamo. Un disco che merita di essere preso in seria considerazione anche per la splendida tavolozza sonora dell’organo Dell’Orto & Lanzini della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta di Vigliano Biellese e dell’eccellente qualità della ripresa sonora.

Altre notizie su questo CD
Registrato il 17-18 maggio 2018, chiesa di Santa Maria Assunta, Vigliano (Biella)
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Include un commento musicologico
Riporta una biografia degli artisti
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Vespro della Beata Vergine - Missa in Sol

Artisti
Collegio Musicale Italiano
Adriano Gaglianello, direttore
Compositore
Antonio Caldara (1670 ca.-1750)
Luogo
Chiesa confraternitale dei Santi Giovanni Battista e Marta - Chivasso - Torino

Informazioni sull'album

Tra i molti compositori del Barocco italiano finiti loro malgrado in secondo piano spicca il nome di Antonio Caldara, che ebbe la sfortuna di venire oscurato dalla luminosa stella del suo contemporaneo – nonché concittadino – Vivaldi. Lasciata Venezia a 29 anni, Caldara si trasferì prima a Mantova e poi a Roma – dove gli venne offerto il prestigioso posto di maestro di cappella del principe Ruspoli, lasciato libero nientemeno che da Georg Friedrich Händel – per approdare infine alla corte viennese di Carlo VI d’Asburgo, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni. Questo disco presenta in prima registrazione mondiale due delle opere liturgiche più significative del compositore veneziano, la Messa in sol maggiore e il Vespro della Beata Vergine, quest’ultimo composto dopo il 1716 e trascritto da Adriano Gaglianello dai manoscritti delle parti conservati presso la Staatsbibliothek di Monaco di Baviera. Si tratta di opere intrise di una grande suggestione e dallo stile tanto variegato quanto originale, molto apprezzato anche da colossi come Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart, che ne trassero ispirazione per alcune loro pagine sacre. Una prima assoluta da non perdere, anche grazie alla magnifica interpretazione del Collegio Musicale Italiano diretto con molto buon gusto da un ispirato Adriano Gaglianello.

Altre notizie su questo CD
Registrato nella Chiesa confraternitale dei santi Giovanni Battista e Marta, Chivasso, Torino, Italy, in March 2012
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene la biografia degli artisti
Include un commento musicologico.

Organ transcriptions

Artista
Roberto Cognazzo, organo
Compositore
Pietro Mascagni (1863-1945)
Organo
Carlo Vegezzi Bossi (1884)
Luogo
Chiesa Parrocchiale di San Massimo, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Dopo i due bellissimi dischi dedicati alle trascrizioni dei brani più noti delle opere di Giuseppe Verdi, l’organista torinese Roberto Cognazzo volge la sua attenzione alla produzione di Pietro Mascagni, compositore la cui fama postuma continua a essere basata quasi esclusivamente sulla Cavalleria rusticana, considerata insieme a Pagliacci di Ruggero Leoncavallo il massimo manifesto del Verismo musicale fiorito in Italia a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Il programma propone le trascrizioni in stile ottocentesco realizzate dallo stesso Cognazzo di dieci brani non solo della Cavalleria (il Preludio con la Siciliana, la Preghiera e l’incomparabile Intermezzo), ma anche da L’amico Fritz, Guglielmo Ratcliff, Silvano, Iris e Le maschere, opere che godettero ai loro tempi di una notevole fama e che meritano oggi di essere riscoperte. Come era già avvenuto nei due dischi verdiani, l’interpretazione di Cognazzo è pervasa da una palpabile teatralità, che spazia con brillante ispirazione dalle sezioni cantabili ai passaggi dai toni più drammatici e può contare sulla ricchissima tavolozza sonora dell’organo costruito nel 1884 da Carlo Vegezzi Bossi per la Chiesa di San Massimo di Torino.

Altre notizie su questo CD
Registrazioni: Organ Carlo Vegezzi Bossi (1884), February 2016, Turin, ltaly
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico

Musicalisches Opfer BWV 1079

Compositore
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Organo
Pinchi (1996) op. 412
Luogo
Chiesa Madonna del Rosario, Chivasso, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Nel 1747 Johann Sebastian Bach si recò a Potsdam per fare visita al suo secondogenito Carl Philipp Emanuel, che prestava servizio alla corte di Federico il Grande. In quell’occasione l’ormai anziano Cantor lipsiense venne accolto con tutti gli onori dal re di Prussia, grande appassionato di musica, che gli chiese di improvvisare al clavicembalo una fuga a tre voci su un tema fortemente cromatico da lui proposto. Dopo aver felicemente portato a termine questo compito, il re chiese Bach a creare una fuga a sei voci sullo stesso tema. L’impresa era però troppo ardua per essere improvvisata sui due piedi, per cui Bach disse al monarca che gli avrebbe fatto avere una copia di quest’opera dopo essere tornato a Lipsia. Da questa memorabile serata ebbe origine l’Offerta musicale, uno dei massimi capolavori del genio di Bach, un’opera speculativa dal carattere astratto, che continua a suscitare l’ammirazione e lo stupore del pubblico dei giorni nostri. Questo lavoro viene proposto dalla Elegia nella magistrale lettura dei Solisti della Turin Baroque Orchestra, formazione che si è messa in grande evidenza nel 2017 con lo splendido disco dedicato ai concerti per organo obbligato di Antonio Vivaldi e che si accosta al verbo bachiano con la stessa musicalità e il medesimo alto magistero interpretativo.

Strumenti utilizzati
Nicola Brovelli: violoncello barocco, Maurizio Vella, Cremona 2016, modello Maggini
Francesca Odling: traversiere, Carlo Palanca, 1750ca. Copia di Martin Wenner 
Paola Nervi: violino barocco, Federico Lowemberger, Genova 2004. Copia di Maggini 
Svetlana Fomina: violino barocco, Johannes Fichtl, Mittenwald, 1767; viola barocca: anonimo del 18 sec. 
Gianluca Cagnani: organo Guido Pinchi op. 412, 1996; clavicembalo Bizzi, costruito secondo il modello italiano Giusti.

Altre notizie su questo CD
Registrato nella chiesa parrocchiale Madonna del Rosario, Chivasso, Torino Italia, a gennaio 2018
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene la biografia degli artisti
Include un commento musicologico.

Lieder Op. 74

Artisti
Dominika Zamara, soprano 
Franco Moro, pianoforte
Compositore
Fryderyk Chopin (1810-1849)

Informazioni sull'album

Per quanto possa sembrare incredibile, anche nella produzione dei compositori più famosi esistono tesori ancora da scoprire. Nel caso di Fryderyk Chopin tra queste gemme poco note spiccano i diciassette Lieder op. 74, poco considerati dal loro autore al punto da venire pubblicati solo dopo la sua scomparsa. Come si sa, Chopin non amava scrivere per la voce, ma da queste opere emergono immagini estremamente vivide del grande virtuoso polacco, che rievocano gli anni della giovinezza trascorsi in Polonia e l’eco del suo amore per Konstancja Gladkowska, con accenti di introversa sincerità che ricordano sotto molti aspetti il miglior Schubert. Questo disco di intensa bellezza vede esordire nel catalogo della Elegia Dominika Zamara, soprano polacco dal talento cristallino, che per l’occasione viene accompagnata con gusto raffinato dal pianista Franco Moro. Oltre ai Lieder op. 74, il programma di questo disco comprende Jakież kwiaty, jakie wianki, un brano virtualmente sconosciuto di Chopin, e due belle pagine di Stanislaw Moniuszko e Ignacy Jan Paderewski, il primo ritenuto padre dell’opera nazionale polacca e il secondo virtuoso di pianoforte di eccelso talento, che per qualche tempo ricoprì l’incarico di primo ministro della Polonia.

Altre notizie su questo CD
Registrato Pink Sound Studio, Padova
Booklet di 24 pag interamente a colori con testi in italiano, inglese e polacco
Include un commento musicologico
Riporta una biografia degli artisti

Opera Overtures

Artista
Roberto Cognazzo, organo
Compositore
Giuseppe Verdi (1813-1901)
Organi
Organo Felice Bossi - San Giorgio Canavese
Organo Tiburzio Gorla - Coassolo Torinese
Organo Fratelli Serassi Op.686 - Chivasso
Organo Tiburzio Gorla - Coassolo Torinese
Organo Giacomo Vegezzi Bossi - Montanaro
Organo Fratelli Lingiardi - Gavi

Informazioni sull'album

Dopo il grande successo ottenuto dal primo volume, Roberto Cognazzo torna al repertorio verdiano, con un programma imperniato soprattutto su una serie di opere composte dal Cigno di Busseto nella prima fase della sua carriera, passata alla storia della musica con il nome di “anni di galera”. Sono proprio queste le opere che rivestono l’interesse maggiore, sia perché consentono di ascoltare titoli oggi rappresentati solo di rado come Oberto Conte di San Bonifacio (opera di esordio di Verdi) e Il finto Stanislao (unico fiasco riportato dal compositore di Busseto nel corso di oltre mezzo secolo di carriera), sia perché ci conducono alla scoperta del “laboratorio verdiano”, dal quale sarebbero in seguito scaturite gemme destinate a passare alla storia. Nel corso del XIX secolo era norma consolidata trascrivere le arie e i cori più famosi delle opere del momento per organo o pianoforte, una prassi che consentì loro di raggiungere una grande popolarità anche tra chi non frequentava abitualmente i teatri lirici. Queste opere vengono eseguite da Cognazzo con una verve molto coinvolgente, che viene ulteriormente enfatizzata dalla ricchissima tavolozza timbrica dei quattro grandi organi sinfonici selezionati.

Altre notizie su questo CD
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico 
Scheda dell’organo e sua disposizione fonica



Concertos and triosonatas

Artisti
Accademia del Ricercare
Lorenzo Cavasanti, recorder and flute 
Manuel Staropoli, recorder and flute 
Luisa Busca, recorder
Mattia Laurella, recorder and flute
Antonio Fantinuoli, cello 
Claudia Ferrero, harpsichord
Compositore
Georg Philipp Telemann (1681-1767) 

Informazioni sull'album

Nonostante la sua sterminata discografia, Georg Philipp Telemann riesce sempre a stupire piacevolmente con la sua vastissima produzione, la maggior parte della quale continua ad attendere di essere riscoperta. Tra le doti più apprezzabili del compositore di Magdeburgo si segnalano un innato talento per la melodia e una stupefacente capacità di esprimersi in tutti gli stili più importanti della sua epoca, spaziando dal forbito idioma corelliano alla sublime raffinatezza del Settecento francese, senza trascurare i briosi elementi delle tradizioni popolari polacche e boeme. Questo disco si focalizza sulla sua produzione cameristica per più flauti dolci e traversieri, proponendo accanto a tre brani – relativamente – noti tratti dalle raccolte Tafelmusik e Der getreue Musik Meister altrettante opere virtualmente sconosciute, ma non per questo meno affascinanti. Il centro della scena spetta all’Introduzione per due flauti dolci e basso continuo, che nello spazio di appena 13 minuti delinea con sublime maestria i ritratti di cinque grandi donne dell’antichità, dalla pedante moglie di Socrate Santippe alla leggendaria eroina romana Clelia, per finire con la figura nobile e drammatica di Didone. Protagonista di questa registrazione è l’Accademia del Ricercare, un ensemble di strumenti originali della provincia di Torino, che con questo disco di sorprendente bellezza fa il suo esordio nel catalogo della Elegia Classics.

Altre notizie su questo CD
Registrato nella Chiesa di San Raffaele Arcangelo, San Raffaele Cimena (Italy), l’11 e il 12 Marzo 2017
Booklet di 8 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’Accademia del Ricercare
Include un commento musicologico

Organ Masterpieces

Compositore
Richard Wagner (1813-1883)
Organo
Mascioni III/47 (2010)
Luogo
Chiesa di San Giovanni Evangelista, Alessandria, Italia

Informazioni sull'album

La rapida affermazione conosciuta dalle opere di Richard Wagner diede vita a un incredibile numero di trascrizioni per gli organici più diversi, tra le quali si segnalano le parafrasi per pianoforte di Franz Liszt, che di Wagner era suocero. Poco dopo la morte del compositore tedesco, un giovane organista inglese di nome Edwin Henry Lemare si appassionò al repertorio wagneriano al punto da realizzarne una serie di trascrizioni organistiche, che continuano a essere considerate da molti addetti ai lavori tra le più ispirate di sempre, sia per la perfetta resa dell’elaborata scrittura di Wagner sia per la straordinaria ricchezza della loro tavolozza sonora, in grado di rivaleggiare con quella di una grande orchestra. Questo disco presenta cinque trascrizioni di Lemare, dalla demoniaca ouverture dell’Olandese volante alla commovente intensità del Coro dei Pellegrini del Tannhäuser, nella vigorosa interpretazione di Massimo Gabba, per l’occasione alla tastiera del grande organo Mascioni della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Evangelista di Alessandria, uno strumento dalla imponenti risorse tecniche ed espressive, che si adatta alla perfezione a questo repertorio. Il programma è completato da altre tre brillanti trascrizioni, opera rispettivamente di William Joseph Westbrook (Marcia da Tannhäuser), Herbert Brewer (Processione di Elsa dal Lohengrin) e Théodore Dubois (Preludio al terzo atto e Marcia nuziale da Lohengrin). Un irresistibile vortice di emozioni organistiche!

Altre notizie su questo CD
Registrato nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Evangelista, Alessandria, Dicembre, 2017. Sound engineer and Digital Editing: Massimo Gabba
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
commento Musicologico,
Biografia dell'artista Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Gli Organi Agati e Tronci

Compositore
Autori toscani dal XVI al XIX Sec.
Organi
Organo Cosimo Ravani (1626),
Agati-Tronci (1890 ca.), Cutigliano (PT).
Organo Pietro Agati (1789), Bargi (BO).
Organo Onofrio Zeffirini (1555),
Antonio e Filippo Tronci (17869, Colle di Val d’Elsa (SI).
Organo Domenico Cacioli-Antonio e Filippo Tronci (1745), (PT).
Organo Giosuè Agati (1820), Limite sull’Arno (FI).

Informazioni sull'album

Da sempre impegnata nella valorizzazione degli organi storici italiani, la Elegia Classics tratteggia in questo disco un affascinante spaccato degli strumenti toscani, con particolare riferimento a quattro organi realizzati tra la metà del XVIII e l’inizio del XIX secolo dalle famiglie – che potremmo quasi definire dinastie – Agati e Tronci. L’ampio programma è stato concepito in modo da valorizzare al massimo grado le caratteristiche timbriche ed espressive di ogni strumento, con una esaustiva silloge della letteratura organistica toscana, che spazia da autori cinquecenteschi come Gioseffo Guami e Francesco Bianciardi, per arrivare a Giuseppe Gherardeschi, compositore di cui la Elegia ha pubblicato di recente l’opera omnia nell’esecuzione Andrea Vannucchi. Tra gli autori più interessanti rappresentati in questo disco meritano di essere citati anche Bernardo Pasquini e Domenico Puccini, nonno del futuro autore della Turandot. Per questo repertorio non si poteva scegliere un interprete migliore di Andrea Vannucchi, che propone una lettura stilisticamente molto appropriata, che ha anche il merito di mettere sotto la luce dei riflettori quattro splendidi organi.

Altre notizie su questo CD
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa degli organi con disposizione fonica e fotografie

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