previous arrow
next arrow
Slider

Catalogo

Complete Organ symphonies vol.2

Compositore
Padre Davide Da Bergamo (1791-1863)
Organo
Fratelli Serassi op. 384 (1821)
Luogo
Chiesa di Santa Maria Assunta, Caluso, Italia

Informazioni sull'album

Dopo il grande successo ottenuto dal primo volume, Elegia pubblica il secondo volume dell’integrale delle sinfonie per organo di Padre Davide da Bergamo, uno dei compositori più emblematici della prima fase del Risorgimento italiano, la cui conoscenza continua però a essere confinata quasi esclusivamente all’ambito organistico. Fin dal primo ascolto queste opere dimostrano di meritare un posto di spicco nel repertorio strumentale dell’Ottocento italiano, tuttora oscurato dai melodrammi di Bellini, Donizetti e Verdi. Da questi autori Padre Davide trasse spesso ispirazione per le sue sinfonie, nelle quali è possibile percepire una coinvolgente atmosfera teatrali, che contribuisce a renderne l’ascolto estremamente gradevole. Per questo disco – che comprende opere molto ricche sotto il profilo timbrico come la brillante Sinfonia con trombe e fagotti obbligati e risposte in Eco – Luca Scandali ha deciso di utilizzare il grande organo costruito dai Fratelli Serassi nel 1821 per la Chiesa di Santa Maria Assunta di Caluso, uno strumento contemporaneo di Padre Davide che aggiunge una nota di apprezzabile autenticità all’interpretazione.

Altre notizie su questo CD
Registrato nella chiesa parrocchiale di San Calocero e Sant'Andrea, nel maggio 2017.
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

L’Organo Jaquot della Cattedrale di Catania

Compositori
Alexandre Guilmant (1837-1911)
Nicolas Couturier (1840-1911)
Vincenzo Bellini (1801-1835)
Filippo Capocci (1840-1911)
Marco Enrico Bossi (1861-1925)
Pietro Branchina (1876-1953)
Organo
Nicolas Jaquot (1877)
Luogo
Cattedrale di Catania, Palermo, Italia

Informazioni sull'album

Elegia inaugura con questo disco di sorprendente bellezza una nuova collana dedicata agli organi italiani, che consentirà di scoprire alcuni degli strumenti più interessanti del nostro paese, grazie a un repertorio pensato per mettere in massimo risalto le loro risorse tecniche ed espressive. Per il primo volume la scelta è caduta sul monumentale organo Jaquot della Cattedrale di Catania, un imponente strumento costruito nel 1877, che nel 2014 è stato sottoposto a un accurato lavoro di restauro, che gli ha consentito di riacquistare tutto il suo smalto. Come programma Diego Cannizzaro – organista che si è già messo in grande evidenza nel catalogo Elegia grazie all’Office Divin di Filippo Capocci e a due volumi dell’integrale delle opere per organo di Pietro Alessandro Yon – ha selezionato una affascinante silloge di brani di autori francesi e italiani, abbinando la articolata Sonata op. 56 n. 3 di Alexandre Guilmant e due suites del poco noto Nicolas Couturier a una serie di pagine di Marco Enrico Bossi – re dell’organo italiano a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo – Capocci e Pietro Branchina, senza dimenticare di rendere omaggio a Vincenzo Bellini, immortale gloria musicale della città di Catania. Un disco dal generoso minutaggio, che saprà conquistare sia gli appassionati alle prime armi sia gli intenditori dai gusti più esigenti.

Altre notizie su questo CD
Registrato nella Cattedrale di Catania nel Dicembre 2015, Italia.
Sound engineer & Digital Editing: Giuseppe Faranda – Wave Studio 
Mastering: Centro Studi Auditorium Pacis
Booklet di 12 pag interamente a colori
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografi

Complete organ music

Artista
Andrea Vannucchi, organo
Compositore
Giuseppe Gherardeschi (1759 - 1815)
Organi
Giosuè Agati (1820) - Limite sull’Arno (FI), Italia Pietro Agati (1797) - Vignole di Quarrata (PT), Italia Pietro Agati (1789) - Bargi, Camugnano (BOa), Italia Organo Cesare Romani (1587), Pietro Agati (1776), Giosuè e Nicomede Agati (1824), Luigi e Cesare Tronci (1856) - Gavinana, San Marcello Pistoiese (PT), Italia

Informazioni sull'album

Nel corso del XIX secolo il repertorio organistico italiano assunse connotati brillanti e molto vivaci, che in gran parte riprendevano gli stilemi e le melodie del melodramma, il genere che in questo periodo divenne l’elemento più caratteristico del patrimonio musicale del paese. Oggi questo stile è conosciuto soprattutto grazie alle opere di Padre Davide da Bergamo, ma questa strada venne battuta anche da altri autori caduti nell’oblio. Tra di essi spicca la figura di Giuseppe Gherardeschi, un autore di Pistoia dotato di un notevole talento, di cui in questo disco vengono proposte tutte le opere per organo pervenuteci nella magistrale interpretazione di Andrea Vannucchi su quattro pregevoli organi storici. Come si legge nelle note di copertina firmate da Umberto Pineschi: «gli Offertori di Gherardeschi risentono dello stile dell’ouverture, le Elevazioni e le Benedizioni di quello della romanza, mentre nel Postcommunio riecheggia lo spirito civettuolo della cabaletta, sempre però con fantasia, equilibrio e, soprattutto, buon gusto». Una vera scoperta!

Altre notizie su questo CD
Registrato a Vignole di Quarrata il 9 Settembre 2006, Gavinana il 23 dicembre 2006, Limite sull’Arno il 30 Dicembre 2006, Bargi il 18 luglio 2017, Italia
Booklet di 20 pagine interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie.

Spanish Organ Fantasy

Artista
Montserrat Torrent Serra
Compositori
Antonio De Cabezon (1510-1566)
Juan De Cabezon (1515-1566)
Hernando De Cabezon (1541-1602)
Antonio Carreira (ca.1529/30-1587/97) 
Francisco Correa De Arauxo (1584-1654) 
Manuel Rodriguez Coelho (1555-1635)
Juan Batista Cabanilles (1644-1712)
Organo
Luigi Concone e Figli (1838)
Luogo
Oratorio San Filippo Neri, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Quando si parla di produzione organistica, il pensiero di molti corre spontaneamente alla Germania di Bach, alla Francia di Dupré, Vierne e Widor e all’Italia di Frescobaldi, non certo alla Spagna, paese che si distinse soprattutto in altri generi. Questo disco contribuisce a gettare luce su una serie di compositori ingiustamente poco frequentati se non addirittura dimenticati, tra i quali brilla l’astro di Antonio de Cabezón, autore privo di vista che soggiornò per qualche tempo in Italia e che seppe trasfondere nel suo eclettico stile alcuni elementi degli autori dell’epoca. La famiglia Cabezón è rappresentata anche da alcuni brani di Juan e di Hernando, quest’ultimo figlio di Antonio, al quale va ascritto il merito della sopravvivenza di molte opere del padre. Il programma non si limita alla Spagna, ma propone anche alcuni evocativi brani di autori portoghesi come Manuel Rodrigues Coelho e Antonio Carreira, e si chiude con la bellissima Xácara del catalano Juan Bautista Cabanilles. Questi lavori pervasi da un’inconfondibile atmosfera iberica vengono eseguiti con inarrivabile padronanza tecnica ed espressiva da Montserrat Torrent, una delle interpreti più autorevoli di questo affascinante repertorio.

Altre notizie su questo CD
Registrati nell'Oratorio della chiesa di San Filippo Neri a Torino nel marzo 2016.
Organ Luigi Concone e Figli (1838).
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in spagnolo, italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Complete organ music vol. 4

Compositore
Pietro Alessandro Yon (1866-1943)
Organo
Pacifico Inzoli (1898)
Luogo
Chiesa di San Domenico, Palermo, Italia

Informazioni sull'album

I primi tre volumi dell’integrale delle opere per organo di Pietro Alessandro Yon hanno permesso di svelare l’eclettica personalità del compositore piemontese, sospesa tra sacro e profano e tra le suggestioni venate di una sottile malinconia della madrepatria e deliziose miniature della sua nuova “casa” negli Stati Uniti. Questo nuovo disco presenta invece tre opere di ampio respiro, che consentono di valutare l’arte di Yon, mettendola in relazione con lo stile dei principali autori della sua epoca e rivelando sorprendenti analogie con Marco Enrico Bossi, grande virtuoso di organo che ottenne un successo clamoroso oltre Oceano una generazione prima di Yon. Per eseguire queste sonate di straordinario fascino e dalla scrittura quanto mai impegnativa, Diego Cannizzaro ha scelto l’organo Pacifico Inzoli della Chiesa di San Domenico di Palermo, uno strumento costruito nel 1898 – quindi contemporaneo di Yon – che esalta al massimo grado le sonorità brillanti e sontuose di questi lavori.

Altre notizie su questo CD 
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Scheda dell’organo e sua disposizione fonica
Contiene la biografia dell'artista
Include un commento musicologico.

Preludes, Arias and Ballet music

Artista
Roberto Cognazzo, organo
Compositore
Giuseppe Verdi (1813-1901)
Organo
Tiburzio Gorla (1856)
Luogo
Chiesa di San Massimo vescovo, Coassolo Torinese, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Nella seconda metà del XIX secolo in Italia la musica di Giuseppe Verdi veniva suonata ovunque, non solo nei teatri, ma anche nei salotti, nelle strade e nelle chiese. Per favorire la diffusione di questi gioielli, furono realizzate centinaia di trascrizioni delle pagine più famose per gli organici più disparati, dal pianoforte a ensemble cameristici di ogni genere e dalla banda all’organo, sfruttando in quest’ultimo caso le straordinarie risorse tecniche ed espressive dei grandi strumenti sinfonici costruiti a partire dall’inizio del XIX secolo. In questo scintillante disco viene presentata una vasta silloge di brani tratti da opere note e meno note del grande Maestro di Busseto, dai Masnadieri e la Giovanna d’Arco degli “anni di galera” ai capolavori della piena maturità come La forza del destino e Aida, nella magistrale interpretazione di Roberto Cognazzo, uno dei più autorevoli specialisti di questo repertorio. Per esaltare al massimo le sfumature di ogni brano, sono stati utilizzati tre organi dalle caratteristiche molto diverse, che contribuiscono a rendere l’ascolto quanto mai gradevole.

Altre notizie su questo CD
Registrato nelle Chiesa Madonna del Rosario, Chivasso, Torino, Italia, 22-23 Febbraio 2011; Chiesa di San Nicolao di Coassolo, Torino, 16-17 Aprile, 2013; Chiesa di San Massimo vescovo, Torino, 24-25-26 Febbraio 2015.
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

The Italian Baroque Trumpet - Concertos and Sonatas

Artisti
Maurizio Fornero, organo
Daniele Greco D'Alceo, baroque trumpet
Compositori
Giovanni Buonaventura Viviani (1638-1693)
Giuseppe Torelli (1658-1709)
Domenico Gabrielli (1651-1690)
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Pietro Baldassare (1683-1768)
Tomaso Albinoni (1671-1751)
Giuseppe Tartini (1692-1770)
Organo 
Francesco Maria e Giovanni Battista Concone (1752)
Luogo
Chiesa parrocchiale di San Genesio Martire, Corio, Torino, Italia

Informazioni sull'album

L’organo e la tromba hanno formato per secoli un binomio inscindibile in ambito sia sacro sia profano, accompagnando tanto la gioia delle liturgie di Pasqua quanto la pompa delle incoronazioni dei re. Questo disco tratteggia un interessante spaccato di questo repertorio, abbinando opere concepite per questo organico a una serie di brillanti trascrizioni di lavori scritti in origine per orchestra, partendo dalle sonate di Giovanni Buonaventura Viviani – i lavori originali per tromba e organo più antichi giunti fino ai giorni nostri – per arrivare a pagine molto conosciute di Alessandro Scarlatti, Tomaso Albinoni e Giuseppe Tartini. Questo variegato programma vede protagonisti Daniele Greco D’Alceo, componente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e brillante solista di tromba barocca, e Maurizio Fornero, per l’occasione alla tastiera dell’organo settecentesco attribuito a Francesco Maria e Giovanni Battista Concone di Corio Canavese. Un disco dalle sfumature luminosissime e trascinanti.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Corio, Italia, nel 2017
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Complete organ music vol. 3

Compositore
Pietro Alessandro Yon (1886-1943)
Organo
Mascioni (1948) op. 632
Luogo
Insigne Basilica Collegiata di San Gaudenzio, Novara, Italia

Informazioni sull'album

Il terzo volume dell’integrale delle opere per organo di Pietro Alessandro Yon definisce con sempre maggiore chiarezza la spiccata personalità artistica dell’organista canavesano, tanto famoso negli Stati Uniti quanto pressoché sconosciuto in Italia. Il programma di questo disco rivela infatti il suo cristallino talento sia in campo sacro sia in ambito profano, con uno stile che non indulge mai a un facile virtuosismo di facciata, ma evoca da un lato sognanti atmosfere mistiche – come si può notare nella vasta First Religious Suite – e dall’altro esprime le melodie popolari della sua terra (Il Natale a San Vittone e Rapsodia Italiana) con una scrittura estremamente raffinata. Sotto questo aspetto, Yon può essere considerato un degno erede di Marco Enrico Bossi, organista di Salò appartenente alla generazione precedente, che riscosse un clamoroso successo Oltreoceano. Queste opere vedono di nuovo protagonista Massimo Gabba, alla tastiera dell’imponente organo Mascioni della Basilica di San Gaudenzio di Novara, in grado di rendere piena giustizia a uno dei massimi organisti virtuosi del XX secolo.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Novara, Italia, nel 2017
Booklet di 12 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Concerti con organo obbligato

Artisti
Turin Baroque Orchestra
Gianluca Cagnani, organo e direzione 
Francesca Odling, traversiere  
Svetlana Fomina, violino 
Enrico Groppo, violino
Nicola Brovelli,violoncello 
Compositore
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Organo
Pinchi (1996) op. 412
Luogo
Chiesa Evangelica Valdese, Torino, Italia

Informazioni sull'album

La riscoperta del repertorio preromantico avvenuta nel corso degli ultimi decenni ha avuto il merito di riportare la produzione di Vivaldi sotto la luce dei riflettori, ma nonostante questo di questa immane messe di opere rimane ancora moltissimo da scoprire. Uno degli ambiti meno battuti è quello dei concerti che vedono l’organo affrancarsi dal ruolo di componente del basso continuo per assumere una allora inedita veste solistica di fronte a una nutrita formazione di archi. Il programma di questo disco propone sei opere pervase dalla caratteristica vena melodica del Prete Rosso, nel quale l’organo viene chiamato a sfoggiare sia il suo potenziale virtuosistico sia la sua distesa cantabilità. Questi lavori ci vengono presentati nell’autorevole interpretazione di Gianluca Cagnani, nella doppia veste di solista e di direttore dell’ensemble di strumenti originali Turin Baroque Orchestra. Un Vivaldi insolito e di rapinosa bellezza.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Torino, Italia, nel 2017
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie.

Complete Organ Symphonies vol.1

Compositore
Padre Davide Da Bergamo (1791-1863)
Organo
Luigi Lingiardi (1860)
Luogo
Chiesa di Santa Maria della Consolazione, Cocconato, Italia

Informazioni sull'album

Considerato tra i compositori più emblematici del Risorgimento italiano (una gloria che spartisce con Giuseppe Verdi!), Padre Davide da Bergamo – al secolo Felice Moretti – è una figura molto affascinante, che attende ancora una piena rivalutazione sotto l’aspetto discografico. Durante la sua giovinezza, il futuro frate francescano si formò in un ambiente impregnato dello stile belcantistico di Johann Simon Mayr, lo stesso humus che avrebbe favorito l’ascesa di Gaetano Donizetti. Questa atmosfera può spiegare lo stile brillante ed estroverso che caratterizza la maggior parte della vasta produzione di Padre Davide, nella quale è possibile ravvisare temi cantabili e spesso ricchi di pathos come quelli presenti nelle opere romantiche della prima metà del XIX secolo. Le opere presentate nel primo volume dell’integrale delle sue sinfonie rivelano l’immagine di un autore dotato di una fantasia senza limiti e in grado di sfruttare fino in fondo le risorse tecniche ed espressive dei grandi organi sinfonici del XIX secolo, come si può notare nella superba interpretazione di Luca Scandali, alla tastiera del magnifico organo Luigi Lingiardi del 1860 di Cocconato.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Cocconato, Italia, nel 2016
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Contiene una biografia dell’artista
Include un commento musicologico
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie.

Complete organ music vol. 2

Compositore
Pietro Alessandro Yon (1886-1943)
Organo
Fratelli Ruffatti (2007)
Luogo
Chiesa del Santo Volto, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Pietro Alessandro Yon (Settimo Vittone, 1886 – Huntington, 1943) appartiene a quella schiera di organisti che hanno contribuito ad affrancare l’organo dalla propria veste di strumento liturgico, rendendolo a pieno titolo uno strumento anche da concerto. Questo grazie alle possibilità che offriva (e offre tuttora) L’America di fine ‘800 sia in termini economici sia dal punto di vista della dimensione e versatilità degli strumenti. L’organo americano è una sintesi delle diverse scuole europee, tecnologicamente avanzato e concepito soprattutto per “fare spettacolo”. Proprio a partire dalla metà del XIX secolo nasce la scuola virtuosistica d’oltreoceano, grazie soprattutto all’attività divulgativa e didattica di organisti europei – Guilmant, Bonnet, Lemare, Middleschulte – che hanno esportato il “moderno “ linguaggio che si stava consolidando in Europa. Grazie ai loro numerosi allievi americani e agli organisti che dal vecchio continente emigravano in cerca di lavoro e successo, l’America è diventato un polo di attrazione per gli amanti della musica organistica, soprattutto per le numerose trascrizioni dalle più celebri pagine sinfoniche e cameristiche. In questo contesto socio-culturale si inserisce la figura di Yon che dal natio Piemonte, passando per Roma dove ha ricoperto la carica di organista del Vaticano, giunge negli Stati Uniti per diventare organista titolare Cattedrale di St. Patrick a New York. L’organo newyorchese attualmente è uno dei più grandi organi da chiesa del mondo e già nei primi anni del XX sec. era uno dei più importanti del nuovo continente. L’intera produzione organistica di Yon è praticamente concepita per questi grandiosi strumenti a trazione elettrica ricchi di effetti e colori ed è sempre volta a un virtuosismo molto più musicale che tecnico: i brani proposti in questo CD uniscono alla cantabilità dei temi (spesso molto popolari) la spettacolarità che tanto piaceva al pubblico americano.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Torino, Italia, nel 2016
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Include un commento musicologico con note biografiche sul compositore
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie
Riporta una biografia degli artisti

Complete organ music vol. 1

Compositore
Pietro Alessandro Yon (1886-19439)
Organo
Tamburini (1948)
Luogo
Cattedrale Santa Maria Assunta, Messina, Italia

Informazioni sull'album

Pietro Alessandro Yon nasce a Settimo Vittone, nei pressi di Torino, l' 8 Agosto del 1866. Nella primavera di 1907, all'età di 21 anni, si trasferì negli Stati Uniti e ben presto divenne uno degli organisti più apprezzati negli USA; nel 1920 condivise con Courboin e col famoso direttore d’orchestra Leopold Stokowski un memorabile concerto sull’organo di Philadelphia presentando il suo Concerto Gregoriano per organo ed orchestra. Yon divenne un cittadino americano nel 1921 e nel 1926 divenne assistente organista presso la Cattedrale di Saint Patrick, New York, per diventarne nel 1928 direttore della musica. Negli Stati Uniti Yon trova altri ideali estetici ed organistici rispetto all’Italia e, soprattutto, strumenti che in terra natia nemmeno può permettersi di sognare; modifica ed adatta le sue capacità esecutive e compositive all'estetica americana, magniloquente, grandiosa e tendente sempre allo spettacolare, e ci riesce tanto bene che oggi Yon è considerato tra i più grandi musicisti e compositori "americani" di questo secolo, alla pari con i vari Ives, Barber, Parker, Sowerby ed altri grandi esponenti del Novecento musicale americano. Il Concerto Gregoriano è uno dei suoi capolavori. Ideato per organo ed orchestra, venne pubblicato nella versione per organo solo realizzato dallo stesso autore così come pure nella versione per organo e pianoforte. L’opera venne pubblicato da J. Fischer & Brothers, New York nel 1920. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti venne a diretto contatto con la nutrita comunità dei siciliani di New York e per essa compose alcuni brani dal titolo eloquente: Il Natale in Sicilia e Cornamusa siciliana. Questi due brani trasfigurano in chiave moderna forme e stilemi proprie della tradizione siciliana. Anche i brani Gesù Bambino e Marche Pastorale, benché meno legate a elementi etnici, richiamano le forme e le suggestioni antiche e popolari fondanti i brani espressamente dedicati alla cultura siciliana. La American Rhapsody è, infine, un omaggio alla terra che accolse Yon e o osannò al punto tale da sentirlo proprio.

Altre notizie su questo CD
Registrato a Messina, Italia, nel 2016
Booklet di 16 pag interamente a colori con testi in italiano e inglese
Include un commento musicologico
Riporta una biografia dell’artista
Contiene una scheda completa dell’organo con disposizione fonica e fotografie

Italian Instrument Style -Transcription for violin and organ

Artisti
Lina Uinskyte, violino
Marco Ruggeri, organo
Compositori
Antonio Veretti (1900-1978)
Amilcare Ponchielli (1834-1886)
Antonio Bazzini (1818-1897)
Nino Rota (1911-1979)
Mario Pilati (1903-1938)
Organo
Pietro Bernasconi (1892)
Luogo
Chiesa della Confraternita di San Bernardino, Vercelli, Italia

Informazioni sull'album

Tra i più attivi musicisti italiani del pieno Novecento è senz’altro da ricordare il veronese Antonio Veretti (Verona 1900 - Roma 1978). Diplomato in Composizione a Bologna a soli 21 anni (allievo di Mattioli e Alfano), intraprese una brillante carriera di docente che lo portò alla direzione dei Conservatori di Pesaro, Cagliari e Firenze. L’ambiente bolognese lo mise in contatto con Riccardo Bacchelli e l’ambiente letterario della “Ronda” (su testo di Bacchelli scrive la sua prima opera, Il medico volante, del 1923-24). Si trasferì poi a Milano e in seguito a Roma. La sua ingente produzione compositiva si innesta nella scia di Pizzetti e Casella, ma conosce continue evoluzioni fino alla svolta dodecafonica degli anni ’50. È autore di opere e una gran quantità di musica strumentale, tra cui sinfonie, concerti e molta musica da camera. Il Duo strumentale, originariamente per violino e pianoforte, del 1955, rivela un linguaggio neoclassico, elegante e brillante in cui il legame con il passato è evidente nel singolare omaggio a Corelli (2° tempo) e nell’adozione di forme proprie della musica strumentale tradizionale (il Rondò del 3° tempo). Noto per l’attività di operista, Amilcare Ponchielli (Paderno Ponchielli 1834 - Milano 1886) fu in realtà molto prolifico anche nel campo della musica strumentale, e bandistica in particolare. Il Capriccio per oboe e pianoforte venne composto per l’amico e collega Cesare Confalonieri, allievo di oboe del Conservatorio di Milano ai tempi in cui Ponchielli studiava composizione, poi divenuto docente di oboe presso lo stesso istituto. Di questo brano sono conservati l’autografo (presso l’Archivio Ricordi), una copia manoscritta (presso il Museo Civico di Cremona) e l’edizione a stampa postuma Ricordi del 1889. Nella copia manoscritta il titolo riportato è Gran Capriccio, a conferma delle ampie proporzioni e soprattutto di un’articolata struttura formale, con varietà di caratteri, riprese tematiche e il brillante tema con variazioni finale. La scrittura molto virtuosistica e appassionata della parte dell’oboe rende plausibile ed, anzi, pie­­namente convincente, anche l’esecuzione al violino. Singolare figura, nell’Italia del melodramma, fu quella del bresciano Antonio Bazzini (Brescia 1818 - Milano 1897). Violinista virtuoso di fama europea, studiò composizione a Lipsia dal 1843 al 1848, nella cerchia di Schumann e Mendels­sohn. Lo stesso Schumann ebbe modo di elo­giare i suoi meriti di violinista nel 1843: «Come esecutore Bazzini appartiene certamente ai più grandi del presente; non conosco nes­suno come lui abile nella tecnica, nella grazia e nella pienezza del suono, e soprattutto in purezza ed uguaglianza; inoltre predomina gli altri specialmente per freschezza, giovinezza e severità d’interpretazione» (articolo sulla Neue Zeitschrift für Musik). Con l’autore al pianoforte, ebbe invece il privilegio di suonare il celebre Concerto per violino di Mendelssohn in una esecuzione privata. Forte di tali esperienze, il rientro in patria costituì per Bazzini l’occasione per diffondere l’interesse per la musica strumentale, in opposizione al melodramma trionfante. Anzi, da alcuni fu visto come l’anti-Verdi, promotore di nuove idee e repertori. Scrisse molta musica per orchestra e da camera, con particolare attenzione al violino. Per questi suoi meriti fu incaricato della docenza di Composizione al Conservatorio di Milano nel 1873, istituto di cui fu direttore dal 1882. Il Concerto militare (appellativo dato al Concerto per violino e orchestra n. 5) risale al 1863 e fu dedicato al Re Vittorio Emanuele II. La brillante scrittura violinistica si abbina alla solidità della parte orchestrale, che non figura come semplice accompagnamento, ma partecipa in modo raffinato e autonomo all’insieme strumentale. Il carattere militare dei due movimenti estremi si contrappone alla Preghiera centrale, dal carattere intensamente melodico e nostalgico. Vissuto in pieno Novecento, ma per molti aspetti ancora legato al secolo precedente, può considerarsi il compositore milanese Nino Rota (Milano 1911 - Roma 1979). Enfant prodige, si diploma in Composizione con Casella a soli 19 anni, dopo aver debuttato come compositore a soli 11 anni con l’oratorio L’infanzia di S. Giovanni Battista (1922), mentre nel 1926 scrive Il Principe Porcaro, un’opera per ragazzi tratta da una fiaba di Andersen. Ma Rota è noto soprattutto per le numerosissime colonne sonore di film, alcune delle quali premiate con prestigiosi riconoscimenti internazionali. Fu assai attivo anche come autore di musica da camera, per orchestra, sacra e teatrale. L’Improvviso per violino e pianoforte qui eseguito è una composizione basata sul tema principale della colonna sonora del film D’amanti senza amore (1947). Il programma si conclude con il Preludio, Aria e Tarantella del napoletano Mario Pilati (1903-1938) allievo di Antonio Savasta al Conservatorio di Napoli. Compositore dal talento precocissimo, vinse numerosi premi in concorsi prestigiosi e si aggiudicò anche cattedre di insegnamento presso vari conservatori italiani. Prima a Cagliari, poi, dal 1930 nella stessa Napoli. Nel frattempo, su consiglio di Ildebrando Pizzetti, si trasferì a Milano dove svolse varie esperienze artistiche e lavorative (presso Casa Ricordi). Nonostante la brevità della sua vita, la sua produzione compositiva è ingente, soprattutto nel genere della musica da camera. Scrisse anche un Concerto per orchestra, una Suite per pianoforte e orchestra e un’opera, Piedigrotta, rimasta incompiuta. Stilisticamente Pilati risente dell’influsso di Pizzetti, ma rivela fin dall’inizio una spiccata personalità e un talento raffinato. Negli ultimi anni della sua giovane vita mostrò interesse per i temi popolari napoletani, di cui il Preludio, Aria e Tarantella è un esempio maturo ed efficace: le citazioni scorrono fluide e non emergono come elementi isolati ma, al contrario, contribuiscono all’unità generale della forma. Il tema iniziale del Preludio, ad esempio, ricorre al termine della Tarantella, brillantemente introdotto dal vivacissimo andamento della danza. Sempre nel Preludio compare il tema di O sole mio, al pianoforte, sapientemente mascherato dalle scale del violino e dai cromatismi delle armonie. La trascrizione per organo di brani concepiti inizialmente per violino e orchestra o pianoforte viene dall’intento di valorizzare le peculiarità timbriche “orchestrali” dell’organo. In particolare, si è utilizzato un grande strumento italiano di fine Ottocento, costruito da Pietro Bernasconi nel 1892 per la chiesa di S. Bernardino in Vercelli. Quest’organo si pone a metà fra la tradizione ottocentesca dell’organo “or­che­stra” e i successivi sviluppi “sinfonici” dell’organo novecentesco ceciliano. Le nuove sonorità espressive e violeggianti convivono con l’irruenza delle ance e del ripieno di stampo ottocentesco. L’esecuzione all’organo delle parti pianistica e orchestrale ha necessariamente comportato qualche adattamento, in particolare nelle estensioni. Tuttavia, l’ambito ridotto delle tastiere organistiche rispetto al pianoforte viene in parte compensato dalla presenza della pedaliera che conferisce - con i suoi possenti Contrabassi - una vera profondità “orchestrale” dell’insieme sonoro. La dolcezza espressiva dei fondi, la cantabilità dei flauti e delle ance dolci, la potenza della basseria (Contrabassi e Bombarde), la forza trasparente del ripieno, tutto questo unito alla disponibilità di tre piani sonori simultanei (le due tastiere e la pedaliera), hanno reso possibile uno stimolante lavoro di adattamento organistico della parte orchestrale. Marco Ruggeri

J.S. Bach Transcriptions for saxophone and organ

Artisti
Pietro Tagliaferri, sassofono soprano
Stefano Pellini, organo
Compositore
Johann Sebastian Bach (1685-1750) 
Organo
Dell’Orto & Lanzini (2007)
Luogo
Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta,
Vigliano Biellese, Italia

Informazioni sull'album

La musica di Bach è stata sin dal XIX secolo oggetto di innumerevoli trascrizioni, revisioni e adattamenti. Il progetto Riverberi si cimenta in questo compact disc con alcune pagine più o meno note del repertorio bachiano per offrirne uno scorcio, una prospettiva particolare: il suono di uno strumento – il sax soprano - che Bach non poteva conoscere (perché inventato assai dopo).
Se è vero che le partiture bachiane sono state trascritte infinite volte, è altrettanto vero che al loro interno contiamo numerose trascrizioni dello stesso Bach: in particolare, egli amava la musica di Vivaldi, tanto da trascrivere per tastiera concerti del maestro italiano, Il Concerto in Fa maggiore BWV 978 che apre questo CD vede la parte orchestrale, il Tutti, affidata all’organo, mentre il sax suona la parte del solo, il violino dell’originale vivaldiano. Nel preludio al corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme” BWV 645 la parte del corale è affidata al registro di Tromba dell’organo, mentre il sax ricama la splendida melodia processionale.Una significativa antologia delle Variazioni Goldberg BWV 988 consente ai due strumenti di mettere in luce geometrie che in alcuni casi sono destinate a rimanere adombrate all’interno della partitura. Anche l’aria per contralto “Qui sedes”, con oboe obbligato, ripropone il contrasto tra i due strumenti: l’oboe/sax si trova non solo a introdurre e chiudere la pagina musicale, ma ad intrecciare le sue linee col canto del contralto/registro solista dell’organo, creando suggestivi effetti di dialogo. Nessun’altra scrittura come quella in trio, tanto praticata da Bach, permette di apprezzare contrasti timbrici e movimento delle voci: a ciò si aggiunge che la prima Sonata in Trio, inoltre, è scritta in mi bemolle maggiore, tonalità che nel temperamento dell’organo Lanzini-Dall’Orto di Vigliano Biellese assume un colore tutto particolare, a tratti aspro a tratti luminoso. Alla melodia discendente, di disarmante semplicità, con la quale il violino secondo apre il Largo ma non tanto del Concerto per due violini BWV 1043, qui affidata all’organo, fa subito eco la voce del violino primo/sax, in un raffinatissimo e lirico rimando che fa di queste pagine una delle più alte dell’intera produzione bachiana. Nell’aria per soprano “Mein gläubiges Herze” il giocoso tema, eseguito dal sax, è contrappuntato dalle due linee del basso, in particolare dal contrastivo motivo affidato al violoncello piccolo (ancia dell’organo); nella coda finale, di insolita lunghezza, il sax si appropria della linea dell’oboe e alla già densa polifonia si aggiunge un’ulteriore linea, quella del violino, affidata alla sonorità dell’affine registro Viola da gamba. Le Invenzioni e Sinfonie, rispettivamente a due e tre voci, sono pagine assai note, se non altro perché tappe obbligate nel percorso formativo di studio dei tastieristi: riascoltare la Sinfonia 7 in mi minore BWV 793 in questo arrangiamento strumentale permette di godere del movimento delle singole voci, affidate a tre strumenti distinti nello spazio, perché suonanti a diversa profondità (le canne della prima tastiera dell’organo, il Grand’Organo, in alto e in posizione arretrata, il sax in posizione centrale, e il corpo della seconda tastiera, il Rückpositiv, collocato in posizione più bassa e aggettante, più vicina all’orecchio dell’ascoltatore). Se la Toccata e Fuga in re minore, dalle celebri e roboanti cascate sonore e dalla scrittura briosa e improvvisativa, riconduce al tradizionale repertorio organistico, mettendo in risalto le sfavillanti e piene sonorità dell’organo di Vigliano Biellese, nel movimento incalzante e sereno delle terzine dell’altrettanto celebre Corale dalla Cantata BWV 147 si ripropone quel serrato dialogo timbrico che è alla base del progetto Riverberi. Il disco si chiude quasi in sordina, sui toni delicati e lirici del Corale ornato « Liebster Jesu, wir sind hier », dove l’umanissima invocazione al divino (« Amatissimo Gesù, noi siamo qui ») trova nel suono rotondo del sax, ripreso e ulteriormente impreziosito di abbellimenti dal registro di Cornetto dell’organo, una veste sonora fedele e gentile.

Belle Epoque à Turin. Organ pieces from 1884 Exibition

Artista
Roberto Cognazzo, organo
Compositori
Alfredo Catalani (1854-1893) 
Franco Faccio (1840-1891)
Charles Gounod (1818-1893)
Romualdo Marenco (1841-1907)
Jules Massenet (1842-1912) 
Giacomo Meyerbeer (1791-1864)
Camille Saint-Saëns (1835-1921) 
Richard Wagner (1813-1883) 
Giuseppe Verdi (1813-1901)
Organo
Carlo Vegezzi Bossi (1858-1927)
Luogo
Chiesa di San Massimo Vescovo, Torino, Italia

Informazioni sull'album

Nell’ambito dell’Esposizione Universale che si tenne a Torino nel 1884, la musica ebbe un ruolo non secondario. L’esposizione diede un ampio spazio ai costruttori di pianoforti e di organi, ospitati in un’apposita struttura, dove numerosi musicisti si alternavano in Belle Epoque à Turin, spettacolari performances musicali. In quell’occasione la medaglia d’oro per i costruttori d’organo fu assegnata a Carlo Vegezzi Bossi (1858-1927), che presentò un grandioso strumento che esaltava la tipologia melodrammatica integrandola con aperture al gusto francese. Dopo l’esposizione l’organo fu collocato nella Chiesa di San Massimo a Torino, che allora ne era sprovvista. Lo strumento, restaurato nel 2014 dalla ditta Brondino-Vegezzi Bossi, inaugura con questo CD la sua seconda vita. Il programma musicale, interamente formato da trascrizioni elaborate dal maestro Roberto Cognazzo, si collega a quanto proposto nei concerti e nella stagione lirica del 1884. I risultati sono ora paradossali (Gounod, Marenco, Saint-Saens), ora trionfalistici (Meyerbeer e Wagner), ora squisitamente crepuscolari (Massenet, Catalani) . Infine una piccola gemma sepolta dall’oblio, la commovente marcia funebre per Ofelia dall’Amleto, seconda e ultima opera lirica di Faccio.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie.