previous arrow
next arrow
Slider

Sonate per l'Organo e il Cembalo

Artista
Daniele Proni Organo e Clavicembalo
Compositore
Giovanni Battista Martini (1706-1784)
Luogo
Cascina Giardino, Crema (CR) Italia

Informazioni sull'album

Giovanni Battista Martini nasce il 24 aprile 1706 e fin da piccolo è avviato alla musica dal papà che è strumentista d’arco così come il fratello maggiore Giuseppe. Saranno gli ambiti religiosi della casa-scuola di Don Giuseppe Auregli e della chiesa della Madonna di Galliera ad erudirlo nella lettura, nella scrittura, nell’aritmetica e nella religione. Dimostra fin da subito grande vivacità intellettuale e molteplici interessi nel campo musicale, tanto da essere indirizzato ad alcuni dei migliori maestri bolognesi: Angelo Predieri, con cui studia canto e composizione e Giovanni Antonio Riccieri, che perfeziona il suo contrappunto; con Francesco Antonio Pistocchi approfondisce le tecniche del canto mentre da Giacomo Antonio Perti riceve gli ultimi preziosi consigli. Viene accolto nella figliolanza di San Francesco, una sorta di apprendistato religioso, dove riceve l’ordine minore nel 1725. Da poco è divenuto anche aiutante di Ferdinando Gridi, maestro di cappella e organista, che la salute sta ormai abbandonando: dopo soli sei mesi infatti il Gridi scompare e Martini ne subentra quale facente funzioni e in un paio di anni ne diventa diretto sostituto. Nel 1729 è consacrato sacerdote, concludendo rapidamente il proprio percorso canonico: a soli 23 anni Giambattista è già ciò che sarà e rimarrà fino al 3 agosto 1784, giorno della sua morte. Difficile raccontare Martini in poche righe, ma possiamo partire da ciò che di suo è giunto sino a noi: oltre 1.000 numeri di catalogo di composizioni musicali manoscritte e a stampa di ogni genere, sacro e profano, vocale e strumentale, 3 volumi più 2 abbozzati di Storia della Musica, un saggio di contrappunto e centinaia di appunti sia di musica pratica che di musica teorica. A questo si aggiungano le quasi 6.000 lettere tra quelle inviate e ricevute, che rappresentano un epistolario di incredibile valore storico. Senza contare il lascito di oltre 17.000 volumi musicali e della quadreria, uno dei fondi di questo settore più importanti del mondo. Richiesto per il ruolo di coadiutore del maestro di cappella in S. Pietro al quale risponde con un laconico “Tuttavia lascio correr tutto, ringraziando Iddio che Roma è lontana da Bologna da 300 miglia; e qui spira un’aria più sincera”, egli decide di rifiutare ogni proposta che lo allontani dalla piccola cella in San Francesco, che è un rifugio sicuro nel quale può rinchiudersi per indagare, approfondire, comporre e trascrivere. Chiede ed ottiene dal papa, il Cardinale Lambertini, bolognese, ora al soglio pontificio come Benedetto XIV, di poter essere sollevato dall’incarico di celebrare la messa in chiesa, per la sua cagionevole salute. Quanto di vero vi sia in questa ammissione non lo sapremo mai, ma ottiene ciò che desidera, ossia la libertà di tempo a disposizione per le sue ricerche. Ed il papa, che ben lo conosce, non lesina permessi a colui che ritiene capace di lasciare un solco profondo nella storia della musica: “Per autorità apostolica del pontefice massimo Bendetto XIV, il giorno 9 settembre 1750 è stato decretato che 1) i codici, i libri, le pergamene, i fogli singoli, sia manoscritti sia a stampa, raccolti da ogni dove, a cura e spese del frate Giovanni Battista Martini, maestro di cappella, 2) dopo la sua morte siano sollecitamente depositati nella biblioteca di questo cenobio, da cui ma dovranno essere rimossi, 3) sotto pena di scomunica”. Martini trova anche il tempo per dedicarsi a decine di allievi, che si rivolgono a lui per avere efficaci consigli per il contrappunto, di cui è maestro incontrastato. Tra questi il giovane Mozart, che in una lettera del 1776 scrive: “... e non cesso d’affliggermi nel vedermi lontano dalla persona del mondo che maggiormente amo, venero e stimo, e di cui inviolabilmente mi protesto di Vostra Paternità molto Reverenda umilissimo e devotissimo servitore”. In merito al suo comporre egli si situa a cavallo tra stile barocco e galante nella parte strumentale, di ispirazione palestriniana la musica vocale, con grande cura nel trattamento delle masse vocali, dense di contrappunto ma allo stesso tempo intrise di cantabilità che lo spirito galante, ormai imminente, tende a plasmare. La musica per tastiera comprende un centinaio di sonate per organo e cembalo delle quali solo 18 stampate: 12 Sonate d’Intavolatura per l’organo, e’l cembalo edite ad Amsterdam da Le Céne nel 1742 (op. 2) e 6 Sonate per l’organo e il cembalo edite a Bologna da Lelio Dalla Volpe nel 1747 (op. 3). Oltre a 6 concerti per cembalo manoscritti, ora in corso di pubblicazione. Le sonate dell’op. 2 descrivono la somma ingegnosità compositiva tastieristica di Martini. Se possibile un’arte addirittura all’eccesso, quando propone nei brani ove il contrappunto si fa decisamente più serrato, passaggi al limite dell’eseguibilità, perché l’idea tende a superare la forma. Sono sonate difficili sia da suonare che da ascoltare. Movimenti in stile quasi galante si alternano a pagine composite e ricercate, che talvolta obbligano ad un ascolto estremamente concentrato. Viceversa le sei sonate dell’op. 3 brillano per leggerezza, semplicità e chiarezza formale e melodica. Proprio da queste sonate e dalla loro gestazione nasce il progetto di questa incisione discografica. Le Sonate dell’op. 3 sono 6, mentre il suo nuovo editore Lelio dalla Volpe nel catalogo distribuito nel corso del 1747 parla di una seconda raccolta di Sonate, mai venute alla luce. Il progetto esisteva, ma evidentemente qualcosa impedì che esso fosse portato a termine. Nel mio lungo e approfondito lavoro sui manoscritti del frate, ho cercato di immaginare quali altri brani avrebbe voluto inserire in una seconda raccolta e ne ho dedotto che avrebbe con larga probabilità utilizzato qualcosa di già composto. La sua musica per tastiera è stata collazionata in modo efficace e molti “fogli sparsi” sono riuniti nel faldone denominato HH.35 del Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. Questa miscellanea contiene musica molto gradevole, piccoli brani utili al diletto e all’esercizio quotidiano; sono slegati tra loro, ad esclusione di alcune eccezioni, che mi hanno guidato per comporre questa ipotetica op. 4, per la quale ho anche immaginato un’evoluzione programmatica. Così come le sonate dell’op. 2 sono molto schematiche, ossia tutte formate da cinque movimenti, quelle dell’op. 3 risultano più concise, per i motivi esposti in precedenza. Anch’esse seguono una regola: tre movimenti, quasi tutti con ritornello per le variazioni, per le sonate affidate al cembalo e due, senza ritornelli, per quelle organistiche. Lo schema formale che caratterizza invece queste nuove sonate vuole raccogliere tutte le proposte martiniane, seppur con una maggiore libertà, con un richiamo al numero cinque per la prima sonata e un ampliamento a tre movimenti dell’ultima per organo, quasi a consolidare una forma che tenderà ad affermarsi nella seconda metà del Settecento. Permane l’alternanza tra i due strumenti, ma questa maggior varietà formale mi auguro contribuisca a delineare un quadro se possibile più completo del modello di scrittura dell’autore.

Altre notizie su questo CD
Registrato il 2,3 Luglio 2018, a Cascina Giardino, Cremona (Italia)
Booklet 15 pagine a colori, testi in Italiano e Inglese
Commento musicologico
Biografia artisti

Olimpia Abbandonata & Other Cantatas

Artisti
Valeria La Grottasoprano
Ensemble Sonar d'affetto
Nicola Brovelli, violoncello 
Mauro Pinciaroli, arciliuto 
Luigi Accardo, clavicembalo
Compositore
Leonardo Vinci (1696-1730)
Luogo
Chiesa Sant'Eligio Vescovo,
La Mandria di Chivasso (TO)

Informazioni sull'album

«Arrivando in questa città ero preparato all’idea di trovarvi la musica al più alto grado di perfezione. Solo Napoli, pensavo, poteva offrirmi tutto quel che la musica può offrire in Italia, quanto alla qualità ed alla raffinatezza. […] Del resto, quale persona amante della musica potrebbe giungere nella città dei due Scarlatti, di Vinci, Leo, Pergolesi, Porpora, Farinelli, Jommelli, Piccini, Traetta, Sacchini e tanti altri compositori ed interpreti di primo piano, sia vocali sia strumentali, senza provare la più visiva attesa?». Con queste parole, Charles Burney, autore di una tra le più celebri e antiche ‘storie della musica’ dell’età moderna, nell’ottobre del 1770 annotava sul diario di viaggio le sue aspettative – senza dubbio non disattese – al momento di visitare Napoli, capitale europea della musica. Tra i compositori menz

Esule dalle sfere - Chi resiste al Dio bendato

Artisti
Accademia del Ricercare,
Pietro Busca, direttore
Massimo Altieri, tenore
Gianluigi Ghiringhelli, controtenore
Enrico Bava,
Mauro Borgioni, baritono
Lucia Cortese, Paola Valentina Molinari, soprani
Compositore
Alessandro Stradella (1644-1682)
Luogo
Cappella del Seminario di Vercelli (VC), Italia

Informazioni sull'album

Insieme a Caravaggio, Alessandro Stradella è una delle figure più affascinanti del Barocco italiano, non solo grazie a un talento smisurato, ma anche a una vita tormentata e perennemente in fuga, che contribuisce a renderlo molto simile ai protagonisti dei romanzi dei giorni nostri. Come il celebre pittore, Stradella morì ancora giovane, a soli 38 anni, ucciso da una pugnalata infertagli dai sicari di Giovan Battista Lomellini, un nobile genovese che volle in questo modo vendicare l’onore di sua sorella che – a suo modo di vedere – il compositore aveva sedotto impartendole lezioni di musica. Questo tragico epilogo po

Sonate a due flauti

Artisti
Ensamble A'L'Antica
Luigi Lupo,  flauto traversiere
Pietro Berlanda, flauto traversiere
Compositore
Georg Philipp Telemann (1681-1767)

Informazioni sull'album

Fino al 1999 si pensava che Telemann avesse scritto quattro raccolte di duetti per due flauti, tre delle quali pubblicate a Parigi: Sonates sans Basse (1727), XIIX Canons mélodieux (1738) e Second Livre de Duo (1752). Era rimasta manoscritta la quarta raccolta e l’unica copia è conservata a Berlino nella Staatsbibliothek (D-B, Mus. ms. 21787). Nel 1999 però sono stati ritrovati nella Biblioteca di Kiev tutti gli spartiti della Sing Akademie di Berlino trafugati durante la II Guerra Mondiale e così sono venuti alla luce altri nove duetti che hanno oggi il numero di catalogo TWV 40: 141-149. Il manoscritto, opera di un copista berlinese non identificato, ha la segnatura SA 3903 (ZD 1742 g) ed è formato da due parti separate, ognuna di 22 folii. Sono duetti di buona qualità anche se un po’ eterogenei e infatti il musicologo Steve Zohn ha avanzato dubbi sull’autenticità degli ultimi tre. In realtà i dubbi riguardano anche alcuni degli altri ed è abbastanza evidente che non furono composti nello stesso periodo e con l’idea di formare una raccolta omogenea. Telemann era molto sistematico nelle s

Organ Works

Artista
Paolo Bottini, organo
Compositore
Amilcare Ponchielli (1834-1886)

Informazioni sull'album

Quartetto Kv 370 - Sonata Kv 311 - Terzetti dai Divertimenti Kv 439/b

Artisti
Ensemble à L'Antica
Luigi Lupo, flauto traversiere
Rossella Croce, violino
Luigi Azzolini, viola
Rebecca Ferri, violoncello
Compositore
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791


Informazioni sull'album

Tra la fine del Sette e l’inizio dell’Ottocento, infinite opere da camera, per orchestra e persino melodrammi furono trascritte per formazioni da camera. Questa prassi assai diffusa permetteva ai più svariati insiemi strumentali di eseguire le composizioni di successo del momento. Abbiamo esempi di ouverture d’opera trascritte per chitarra sola; di arie d’opera trascritte per strumento solista con, a seguire, “variazioni sul tema”. Le combinazioni strumentali utilizzate per le trascrizioni erano numerose e varie. L’aspetto importante di questo fenomeno ottocentesco è quello di aver aperto due vie: la prima è quella della diffusione della cultura musicale; la seconda di aver favorito e incrementato il bacino di appassionati dilettanti che si cimentavano direttamente nello studio degli strumenti musicali. E’ evidente che queste due strade, alla fine andavano in un’unica direzione, quella della fruizione casalinga della musica. Un ultimo punto di vista da non sottovalutare è quello economico: il salotto musicale europeo dell’Ottocento rappresentò una vera e propria opportun

Tra le sollecitudini - Autori Ceciliani

Compositori
Angelo Burbatti (1868-1946)
Giovanni Pagella (1872-1944)
Carlo Calegari (1863-1952)
Giovanni Bolzoni (1841-1919)
Michele Mondo (1883-1965)
Dino Sincero (1872-1923)
Costante Adolfo Bossi (1876-1953)
Marco Enrico Bossi (1861-1925)
Federico Caudana (1878-1963)
Giovanni Battista Polleri (1855-1923)
Organo
Carlo Vegezzi Bossi (1897)
Luogo
Duomo di San Giovanni Battista, Ciriè Torino

Informazioni sull'album

LA RIFORMA CECILIANA
In Italia verso la fine del XIX secolo venne a costituirsi il Movimento Ceciliano, intitolazione assunta da un movimento musicale che riformò la musica sacra nell’ambito della Chiesa cattolica. Così chiamato in onore di Santa Cecilia, patrona della musica, fu una risposta alla centenaria e quasi totale assenza del Canto gregoriano e della polifonia rinascimentale dalle celebrazioni liturgiche cattoliche a favore di stili più simili alla musica operistica. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca, attraverso il canto, della partecipazione alla liturgia dell’assemblea dei fedeli. Nacque

Music for the Royal Fireworks

Artisti
Pietro Tagliaferri, sassofono soprano
Stefano Pellini, organo
Compositore
Georg Friedrich Händel (1685-1759)

Informazioni sull'album

Non è mai facile eseguire le opere più famose della letteratura classica con strumenti diversi da quelli per cui sono stati concepiti in origine, soprattutto se si tratta dei brani più famosi di compositori del calibro di Johann Sebastian Bach e Georg Friedrich Händel. Bisogna però distinguere dalla esecuzioni storicamente informate – che mirano a fare ascoltare al pubblico lavori scritti secoli fa secondo il preciso dettato dell’autore e con le sfumature sonore ricreate dagli strumenti originali – a rivisitazioni più libere che, oltre a non dissacrare per nulla opere che continuano a manifestare una perenne giovinezza, ne mettono in evidenza tutta l’attualità e la grandezza. Questo fatto era parso chiaro già nel 2016, quando la Elegia Classics pubblicò un disco nel quale il sassofonista Pietro Tagliaferri e l’organista Stefano Pellini eseguivano una serie di brillanti trascrizioni di celebri opere di Johann Sebastian Bach (ELEORG038), che venne accolto con grande favore dalla stampa specializzata, che non mancò di sottolineare la spiccata musicalità dei due interpreti. Oggi Tagliaferri e Pellini – che formano l’ensemble Riverberi – proseguono il loro cammino barocco, con un nuo

Complete Italian Organ Concertos - Vol.2

Compositore
Johann Sebastian Bach (1685-1750)

Informazioni sull'album

Con questo splendido disco, Luca Scandali prosegue la sua integrale delle opere per organo che Johann Sebastian Bach scrisse sulla base dei lavori dei compositori italiani che aveva scelto come modelli durante i suoi studi giovanili e che gli consentirono di forgiare lo stile che lo rese famoso. Nonostante questa finalità entro certi limiti “didattica”, le opere presentate in questo disco non sono per nulla pedisseque rielaborazioni di altri autori, ma brani brillanti, originali e ricchi di personalità, in grado di stare legittimamente al fianco dei massimi capolavori del sommo Cantor lipsiense. Il programma comprende sei concerti dal sapore inconfondibilmente veneziano, cinque dei quali basati su pagine di Antonio Vivaldi (un concerto dell’Estro armonico op. 3, uno della Stravaganza op. 4 e il noto “Grosso Mugul”) e uno sul Concerto op. 1 n. 2 di Benedetto Marcello, compositore di grande ecletticità contemporaneo del Prete Rosso. Queste opere ci vengono proposte nell’interpretazione di Luca Scandali, che per la Elegia ha già realizzato diversi dischi di grande interesse, tra i quali spiccano i due volumi delle sinfonie di Padre Davide da Bergamo. Un disco che merita di essere preso in seria considerazione anche per la splendida t

Arie per una “voce d’angelo”

Artisti
Trigono Armonico
Lucia Cortese, soprano
Maurizio Cadossi, direttore
Compositori
F.M. Veracini (1690-1768), M. D’Alay (1687-1757)
G.B. Bononcini (1670-17479, L. Leo (1694-1744)
N. Fiorenza (?-1764), G. Giacomelli, (1692-1740)

Informazioni sull'album

Accanto ai compositori, all’inizio del XVIII secolo iniziarono a mettersi in evidenza i primi grandi cantanti, che in alcuni casi assursero – soprattutto nel caso dei castrati, come Senesino e Farinelli – al rango di star internazionali. Tra di essi merita di essere citata Francesca Cuzzoni, soprano nata a Parma nel 1696 dalla vita molto avventurosa, per la quale Georg Friedrich Händel compose a Londra ben 13 opere. Oltre che per il suo straordinario virtuosismo vocale, la Parmigiana – come era conosciuta – si mise in luce anche per le sue intemperanze caratteriali, che le valsero fieri rimproveri da parte di Händel e che la portarono a un vero e proprio scontro fisico in scena con la rivale Faustina Bordoni. In coincidenza con la nomina di Parma a Capitale Italiana della Cultura per il 2020, la Elegia Classics ricorda questa grande interprete con un attraente disco che ripercorre le tappe salienti della sua inimitabile carriera, con una bellissima silloge di arie tratte dalle opere di alcuni dei compositori più famosi dell’epoca, da Giovanni Bononcini, agguerrito rivale a Londra di Hände

Arianna abbandonata & other Cantatas

Artisti
Camerata Accademica
Lucia Cortese, soprano
Paolo Faldi, direttore
Compositori
Benedetto Marcello (1686-1739) 
Alessandro Marcello (1684-1747)

Informazioni sull'album

Quando si pensa al repertorio barocco veneziano, il pensiero corre spontaneamente ad Antonio Vivaldi e alle sue celebri Quattro Stagioni, dimenticando che per molto tempo questo ambito venne identificato con altri autori come Benedetto Marcello – al quale è intitolato il Conservatorio della città lagunare. Per questo motivo, la Elegia Classics ha deciso di dedicare il secondo volume della sua serie Glories of the Italian Cantatas a Marcello, patrizio veneto dai molteplici interessi, che oltre alla musica si dedicò con profitto all’ambito letterario, scrivendo Il teatro alla moda, una spietata satira sui protagonisti dell’ambiente musicale veneziano dei primi anni del XVIII secolo. In campo musicale, Marcello ci ha lasciato oltre 300 cantate di pregevole fattura per voce e basso continuo con o senza strumento obbligato, di cui questo disco presenta tre brani di grande bellezza, tra i quali si segnala Arianna abbandonata, una lunga cantata nella quale Marcello rivisita con grande originalità il mito di Teseo e Arianna. Il programma è completato da Irene sdegnata di Alessandro Marcello, fratello maggiore di Benedetto. Queste opere pochissimo note vengono proposte nell’interpre

Sonate d’intavolatura per organo e cimbalo

Artisti
Gabriele Giacomelli, organo
Andrea Banaudi, cembalo
Compositore
Domenico Zipoli (1688-1726)
Organi
Cesare Romani (1588) e Michelangelo Crudeli (1773)
Organo di Michelangelo Crudeli (1777)
e Michelangelo Paoli (prima metà del sec. XIX)
Luoghi
Cattedrale di S. Stefano,
Cappella del Sacro Cingolo, Pieve di San Giusto in Piazzanese, Italia

Informazioni sull'album

Una delle figure più affascinanti e paradossalmente meno conosciute del Barocco è senza dubbio Domenico Zipoli, la cui fama postuma è quasi completamente legata alla sua produzione organistica. In realtà la sua opera numericamente piuttosto ridotta, se rapportata agli standard settecenteschi, ma di altissima qualità – abbraccia anche altri generi, dagli oratori (purtroppo perduti) alla musica liturgica e alle cantate, nella cui brillante e originalissima scrittura si può notare qualche elemento stilistico dei compositori più famosi di quegli anni, a partire da Alessandro Scarlatti, che fu per breve tempo uno degli insegnanti di Zipoli. Nel 1716 Zipoli si trasferì a Siviglia, dove entrò nell’ordine gesuita e maturò la decisione di partire per le red

Mottetti-Inni-Antifone

Compositori
Marco Antonio Centorio (1597/98 - 1638)
Pietro Heredia (1570-1648)

Informazioni sull'album

In epoca medievale il vescovado di Vercelli era una delle sedi episcopali più importanti dell’Italia settentrionale, anche grazie al fatto di trovarsi lungo il tracciato della Via Francigena, una delle vie di comunicazione europee più importanti dell’epoca, frequentata tanto dai pellegrini diretti a Roma sia da un gran numero di ricchi mercanti. Questa posizione strategica permise a Vercelli di raggiungere una invidiabile ricchezza, che si tradusse in una straordinaria fioritura delle arti. Oggi i visitatori ammirano della bella città piemontese soprattutto i capolavori architettonici, ma oltre a essi meritano di essere riscoperte anche le splendide opere musicali che vi vennero composte nel corso dei secoli. Questo disco consente di farsi un’idea di questi tesori musicali, presentando una fascinosa silloge di mottetti di Marco Antonio Centorio e Pietro Heredia. Particolare interesse rivestono le opere di quest’ultimo, compositore finora del tutto sconosciuto ai cataloghi discografici, che ha trovato un instancabile paladino in Don Denis Silano, che si fa apprezzare nella

La musica sacra ai tempi di Leonardo

Artisti
Accademia del Ricercare
Pietro Busca, direttore
Compositore
Franchino Gaffurio (1451-1522)

Informazioni sull'album

Per celebrare il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, il genio italiano che nel suo Trattato della pittura scrisse «La musica non è da essere chiamata altro che sorella della pittura», la Elegia Classics è orgogliosa di presentare un disco interamente dedicato a Franchinus Gaffurius, compositore lodigiano oggi quasi dimenticato, ma che ebbe lo straordinario onore di venire ritratto da Leonardo. Il programma è imperniato intorno alla Missa De Carnaval, una delle sue opere più significative, composta per l’ultima domenica prima della quaresima del rito ambrosiano, alla quale fanno corona alcuni mottetti di suggestiva bellezza, che tratteggiano un affascinante spaccato del panorama musicale negli ultimi anni del XV secolo. Di questi lavori l’ensemble di strumenti originali dell’Accademia del Ricercare diretto da Pietro Busca ci offre una lettura tanto ispirata sotto il profilo espressivo quanto ricca sotto l’aspetto strumentale, con le quattro voci maschili che vengono affiancate da una formazione comprendente cromorni, flauti dolci, traverse rinascimentali, vielle e un nutrito gruppo di basso continuo. Un nuovo disco di grande interesse per l’Accademia del Ricercare, che dopo il recentissimo Seicento prosegue la sua esplorazione del repertorio meno noto.

Organ Concertos Op. 4

Compositore
George Friedrich Händel (1685-1759)
Organo
Mascioni Op. 570 (1942)
Luogo
Chiesa di San Francesco, Moncalvo (AT) Italia

Informazioni sull'album

«Si può dire che Händel, nello specifico, non sia facilmente superato da nessuno nella sua bravura all’organo, se non forse da Bach di Lipsia». Con questo giudizio molto lusinghiero del 1739 Johann Mattheson, compositore e teorico tedesco di grande fama nel XVIII secolo, ci permette di scoprire un lato quasi sconosciuto della produzione del grande compositore di Halle, oggi conosciuto soprattutto per le sue opere e i suoi oratori. Fu proprio in funzione dei suoi oratori che Händel scrisse tra il 1735 e il 1736 i sei Concerti per organo, archi e basso continuo op. 4, che eseguì lui stesso tra un atto e l’altro dei suoi monumentali capolavori sacri. In ogni caso, non si tratta affatto di semplici opere d’occasione, concepite per intrattenere piacevolmente il pubblico in attesa della ripresa del “vero spettacolo”, ma di lavori di notevole spessore artistico, nei quali il compositore alternò sapientemente passaggi dai toni brillantemente virtuosistici a movimen

Toccate e variazioni sulla follia

Compositore
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Organo
Antonino La Valle (1630 ca.)
Luogo
Chiusa Sclafani (PA), Italia

Informazioni sull'album

Nella vastissima produzione di Alessandro Scarlatti, le opere per strumento a tastiera costituiscono una parte molto limitata sotto il profilo quantitativo, ma sotto l’aspetto stilistico presentano numerosi motivi di interesse. Come si può notare anche nelle opere più famose, come gli oratori e le cantate, il grande maestro palermitano seppe infatti creare una scrittura di straordinaria originalità, che fonde genialmente alcuni elementi della tradizione secentesca con una serie di spunti di grande modernità, che nel loro insieme si traducono in un ascolto di straordinaria piacevolezza, come si può notare per esempio nella celebre Toccata e Partite sulla Follia di Spagna, tema che venne messo in musica tra gli altri anche da Arcangelo Corelli e Antonio Vivaldi. Oltre a questo brano, il programma di questo disco comprende una serie di pagine inedite tratte da manoscritti conservati presso la Biblioteca del Conservato

Giuseppe Tartini & amici, maestri, rivali

Artisti
L'Arte dell'Arco 
Federico Guglielmo, violino
Francesco Galligioni, violoncello
Diego Cantalupi, tiorba
Roberto Loreggian, cembalo
Compositori
Giuseppe Tartini (1692-1770) 
Arcangelo Corelli (1653-1713) 
Antonio Vandini (1690-1778) 
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Francesco M.Veracini (1690-1768) 
Luogo
Basilica di Sant’Apollinare (Roma), Italia

Informazioni sull'album

Questo disco rappresenta il primo titolo della collaborazione tra l’etichetta Elegia e il Roma Festival Barocco, una delle più prestigiose rassegne italiane dedicate al repertorio preromantico, giunta nel 2018 all’undicesima edizione. Con la sua raffinata veste grafica e la coinvolgente energia che solo un’esecuzione dal vivo può trasmettere, questa serie consentirà agli appassionati di tutto il mondo di vivere l’emozione di un concerto di alto profilo tenuto nelle meravigliose chiese storiche della Città Eterna, le stesse dove si sono esibiti secoli fa autori del calibro di Palestrina, Corelli e Scarlatti. Registrato il 15 dicembre del 2017 nella Basilica di Sant’Apollinare, questo disco vede protagonista Federico Guglielmo e il suo ensemble di strumenti originali L’Arte dell’Arco, in un programma imperniato sulla fi

Pagina 1 di 3

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie.